Intervista a Massimo Rainer

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Ciao Massimo e grazie per il tempo che ci regali.
Grazie a te.
 
Rosso Italiano è il tuo primo romanzo, sei soddisfatto dell’attenzione avuta dai lettori?
Direi di si. Il riscontro a livello di vendite non è stato clamoroso, direi un esordio discreto, ma i lettori mi danno continui riscontri positivi che mi invogliano a continuare su questa strada.
 
Io l’ho letto e l’ho adorato. Ma non tutti hanno lo stomaco forte e visto con quanta copiosità scorre il sangue nelle tue pagine, hai ricevuto molte critiche?
Beh, non è una lettura facile, sono il primo ad ammetterlo. Qualcuno non è proprio riuscito a portarlo a termine, ma la maggior parte dei fruitori la pensa come te.
 
Nella vita sei contorto quanto i tuoi protagonisti?
Beh, siccome c’è sempre qualcosa di personale di chi scrive nei libri, è ovvio che nemmeno io sono una persona perfettamente lineare…
 
La storia era dentro di te in attesa o hai trovato l’ispirazione da eventi esterni?
Ho romanzato (parecchio) fatti attinenti alla mia professione di avvocato penalista. Alcuni personaggi sono delle caricature di soggetti con i quali mi confronto quotidianamente e i luoghi che descrivo sono assolutamente tratti dalla realtà, anche se ho enfatizzato alcune situazioni ai fini del romanzo.
 
Essere un avvocato che ne vede e sente di tutti i colori, è stato utile ai fini della storia?
Essere un avvocato mi ha permesso di scrivere cose tecnicamente coerenti ed esatte, un vantaggio indiscutibile. Detesto leggere palesi fesserie procedurali o investigative. Devo comunque dire che questo problema viene meno, ultimamente, alla luce che sempre più colleghi, giudici e poliziotti scrivono libri noir.
 
 
Consigliami un libro e spiegami perché proprio quello.
“L’impero dei lupi”, di Grangè. Tre aggettivi: spietato, geniale, perfetto.
 
Possiamo sperare in un seguito di Rosso Italiano?
Ho molta carne al fuoco, forse troppa, e non sono in grado di dire cosa verrà pubblicato, la prossima volta. Un’idea per il seguito c’è, ma è decisamente presto per fare promesse in merito.
 
Altri inquietanti progetti letterari?
Sono in attesa di valutazione per un racconto in cui credo molto e vorrei scrivere qualcosa anche su una Milano segreta, sotterranea… ma non farmi dire di più.
 
Se potessi riscrivere la tua vita, chi saresti e cosa faresti?
Sarei un giornalista di cronaca nera o un investigatore privato. Sto benissimo in impermeabile col colletto alto e occhiali da sole, sai?
 
Su questo non ho il minimo dubbio!
 
Grazie Massimo, è stato un piacere parlare con te e aspettiamo con ansia il tuo prossimo capolavoro.
E’ stato un piacere anche per me.

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